Il vento scivolava tra i vicoli del centro storico come un messaggero antico, portando con sé profumi di pietra calda, campane lontane e storie dimenticate. Le strade erano quasi silenziose, come se la città stesse trattenendo il respiro in attesa di qualcosa.
Fu allora che la vedesti.
Davanti a te si alzava una torre altissima, fiera e immobile contro il cielo del tramonto. Le sue pietre dorate sembravano accendersi sotto la luce calda del sole, come se custodissero ancora il calore di mille giorni passati. Era impossibile non sentirsi minuscoli ai suoi piedi.
Il Miguelete.
Le persone del posto raccontavano che quella torre non fosse soltanto un campanile. Dicevano che fosse un ponte tra la terra e il cielo, tra il mondo degli uomini e quello delle leggende.
E tra tutte le storie, una era la più antica.
Si narrava che, nelle notti senza luna, un drago dalle scaglie color ambra si posasse sulla cima della torre. Non era un drago feroce, né crudele. Era un guardiano. Restava immobile, con le ali raccolte e lo sguardo rivolto verso la città addormentata, vegliando su chi dormiva e su chi sognava.
Alcuni giuravano di aver visto una sagoma muoversi tra le nuvole. Altri sostenevano di aver sentito il battito lento delle sue ali mescolarsi al suono delle campane.
Tu non sapevi se credere a quelle storie. Ma in quel momento, davanti alla torre, qualcosa dentro di te ti diceva che forse… non erano solo leggende.
Un soffio di vento più freddo degli altri ti sfiorò il viso. Le campane tacquero. Persino i rumori della città sembrarono svanire.
Poi accadde.
Una voce.
Non proveniva da una persona, né da una finestra aperta. Sembrava nascere direttamente dalla pietra della torre, come se fosse rimasta intrappolata lì per secoli.
“Benvenuto, giovane esploratore.”
Il cuore ti batté più forte. Ti voltasti istintivamente, ma non c’era nessuno.
“Se vuoi trovare la chiave, devi dimostrare di saper osservare il cielo.”
Le parole vibravano nell’aria, leggere ma impossibili da ignorare.
La chiave? Quale chiave?
Il vento riprese a soffiare, questa volta più deciso, come se volesse spingerti a guardare verso l’alto. Sollevasti lo sguardo lungo la torre, seguendo le sue linee fino alla cima, dove il cielo iniziava a tingersi di blu profondo.
Per un istante ti parve di scorgere qualcosa.
Una forma.
Un’ombra.
Forse solo una nuvola… o forse il ricordo di ali gigantesche che un tempo avevano trovato rifugio lassù.
Un brivido di eccitazione ti attraversò. Non era paura. Era la sensazione di essere appena entrato in una storia molto più grande di te.
La torre custodiva un segreto. Un sigillo.
Il primo sigillo del drago.
E, in qualche modo, eri stato scelto per trovarlo.
Stringesti i pugni, respirando a fondo. L’avventura era appena iniziata. 💫
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