A Valencia, nel cuore della città, c’era una fontana antica che non era come tutte le altre. Le sue acque non scrosciavano solo per la bellezza: raccontavano storie. Storie di fiumi dimenticati, di terre un tempo sommerse e di creature magiche che vegliavano sulla città. Gli abitanti dicevano che, se ti avvicinavi all’alba, le acque sembravano sussurrare antichi segreti: la storia del fiume Turia, un tempo largo e impetuoso, che attraversava la città portando vita e prosperità.

Ma il Turia non era solo acqua: era animato da uno spirito gentile e saggio, custode dei suoi corsi e delle sue sponde. Ogni notte, quando la città dormiva, il suo spirito si aggirava lungo i canali, parlando con gli alberi, le pietre e gli animali che abitavano le rive. E non era solo. Con lui viveva un drago dalle scaglie color smeraldo, antico e potente, ma dal cuore generoso. Nessuno sapeva da dove fosse arrivato: alcuni dicevano che era nato da un fulmine che aveva toccato il fiume durante una tempesta secoli fa, altri che fosse un dono degli dei per proteggere la città.

Il drago e lo spirito del fiume erano amici inseparabili. Volavano sopra Valencia nelle notti tempestose, respingendo nuvole cariche di pioggia e vento prima che potessero danneggiare le case e i campi. Quando il cielo si oscurava, gli abitanti sentivano un ruggito lontano, e sapevano che il drago stava vegliando. E se la tempesta minacciava di diventare troppo forte, le acque della fontana sembravano agitarsi da sole, come per avvertire chi era pronto ad ascoltare.

“La città vive grazie all’acqua e alle persone,” mormorava lo spirito del Turia, mentre il drago volteggiava sopra i tetti, e le luci delle lanterne tremolavano come piccole stelle. L’acqua scorreva, e con essa i ricordi delle generazioni passate, i sorrisi dei bambini che giocavano lungo le rive e le mani di chi aveva piantato alberi e coltivato i giardini.

Un giorno, una violenta siccità minacciò la città. Il fiume si ritirava, e la gente cominciava a temere il peggio. Il drago e lo spirito del fiume si guardarono negli occhi e compresero che dovevano unire le loro forze in un modo che nessuno aveva mai visto. Il drago volò alto, respirando fiamme d’acqua che evaporavano nell’aria e formavano nuvole cariche di pioggia, mentre lo spirito del fiume cantava melodie che richiamavano la pioggia dal cielo. Dopo giorni di lavoro, le nuvole si riversarono sulle colline intorno alla città e il Turia tornò a scorrere rigoglioso, portando con sé freschezza e vita.

Da allora, gli abitanti di Valencia ricordano ogni giorno che la città è viva grazie all’acqua e alle persone, e se ascoltano attentamente, possono ancora sentire la fontana raccontare la storia del fiume e del drago che vegliano su di loro.


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